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Lo scrittore e giornalista Roberto Ritondale intervista Manuela Moschin

E' un grande onore per me essere stata intervistata nel Salone Internazionale del libro di Torino dallo scrittore e giornalista Roberto Ritondale. Grazie di cuore "Lo scrittore ambulante ha intervistato Manuela Moschin, l'ideatrice dell'originale blog letterario "L'arte raccontata nei libri" che riunisce oltre duemila appassionati. E alla fine dell'intervista scoprirete una passione comune, oltre a quella dei libri! In sottofondo una musica composta e suonata da Joanna Robinson." Roberto Ritondale Oltre al video Youtube vi lascio anche il link del sito dell'autore. http://www.robertoritondale.it

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Andrea del Verrocchio e il Monumento Bronzeo di Venezia; "L'Annunciazione" di Leonardo Da Vinci

Part.2.“Vita di Leonardo” di Bruno Nardini, una biografia che si legge come un romanzo…

A cura di Manuela Moschin

Il Monumento bronzeo in memoria di Bartolomeo Colleoni

Figura 1, Bartolomeo Colleoni, 1481, 
Andrea del Verrocchio 
Altra opera interessante, citata nella biografia dell’autore, riguarda il monumento bronzeo equestre (1481), realizzato da Andrea del Verrocchio su commissione di Bartolomeo Colleoni (Figura 1), il quale desiderava che la statua fosse collocata in Piazza San Marco a Venezia, i veneziani però in disaccordo con la richiesta del militare, si limitarono a erigerla in campo Santi Giovanni e Paolo. Di nobile famiglia guelfa, Bartolomeo Colleoni nacque nel castello di Solza (Bergamo) probabilmente nel 1400, figlio di Paolo di Guidotto e di Riccadonna de' Valvassori da Medolago.
Egli fu un condottiero, uno dei più importanti militari che guidava eserciti al soldo delle grandi città o dei potenti Stati e signori che si combattevano tra loro nell’Italia del Quattrocento. Il Colleoni, segnò inoltre, il passaggio dalla figura del mercenario venturiero a quella del militare di mestiere.
Dotato di grandi strategie militari, inventando oltretutto le artiglierie mobili, fu l’autore di numerose vittorie, partecipò alla celebre battaglia della Riccardina o della Molinella, combattuta il 25 luglio 1467. A quel tempo Colleoni serviva Venezia, opponendosi al grande Federico da Montefeltro, duca di Urbino, alleato dei Medici, degli Sforza, del re di Napoli e del signore di Bologna. Morì nel suo castello di Malpaga (Bergamo) nel 1475.

Ci sono tante leggende, piuttosto buffe, relative al soprannome attribuito al Colleoni, che in questa circostanza non ritengo opportuno descrivere. Lascio alla vostra immaginazione questa curiosità…
La particolarità dell’opera del Verrocchio, è che fu il primo scultore a riuscire a far appoggiare il monumento su tre sole zampe, a dare dinamicità attraverso il busto ruotato e ad ottenere l’effetto realistico nell’espressione del volto. L’artista morì a Venezia nel 1488, quando il lavoro non fu ancora terminato, egli nel suo testamento nominò, esecutore dell'opera incompiuta, il suo allievo Lorenzo di Credi; la Repubblica tuttavia privilegiò l’artista locale Alessandro Leopardi.

Una delle prime opere giovanili di Leonardo da Vinci “L’Annunciazione”

Figura 2, Leonardo da Vinci (1452-1519) “Annunciazione” 1472-1475 ca. 
Olio e tempera su tavola, 98x217 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi














L’autore, descrivendo il percorso artistico di Leonardo, asserisce 
“Strana vicenda, questa delle opere di Leonardo. Di quelle giovanili, e sicuramente sue, ne restano poche…” 
e precisamente tra le primissime opere dell’artista vi è la celeberrima “Annunciazione” (Figura 2) che eseguì a soli venti anni di età. Inizialmente fino al 1867, ovverosia quando il dipinto si trovava nella sagrestia della chiesa di San Bartolomeo, veniva attribuito a Domenico Ghirlandaio, successivamente dal momento in cui l’opera venne trasferita nella Galleria degli Uffizi la ricondussero agli anni giovanili dell’artista.
Figura 3, vista prospettica da destra
Se si osserva l’opera, dal punto di vista frontale, si può notare che lo sguardo si rivolge diritto alla montagna, che paradossalmente, diventa la protagonista del quadro, offuscando l’immagine di Maria. Ebbene, c’è una spiegazione a tutto ciò, i pittori di quel periodo si rifacevano a dei simboli ripresi da testi fondanti, in particolare, questa immagine si basa sugli scritti di Bernardo di Chiaravalle, abate e teologo francese dell'ordine cistercense, che scrisse quattro omelie sul vangelo di Luca (l’unico evangelista a descrivere l’annunciazione) in una di esse, fa riferimento al Monte dei monti “Mons Montium” asserendo che il Cristo è il Monte perché è il Santo dei santi, il mare su cui si trova la montagna rappresenta il mondo degli umani, dei pagani, quindi il Cristo che domina sul Mondo. Il simbolo del "Monte sul mare", rappresenta il Cristo.
Altri simboli nel quadro sono rappresentati dagli abeti, olmi e cipressi che fanno riferimento ai legni del santuario del Signore presenti nel ventre di Maria.

Inoltre, se si osserva il quadro guardandolo al centro si percepiscono certe discrepanze, delle difficoltà prospettiche, si noti ad esempio il braccio troppo lungo di Maria, le bugne sulla parete troppo lunghe per una parete così corta, queste discrasie non sono altro che degli espedienti compositivi per consentire l’acquisizione di giochi anamorfici. Se infatti si esamina il dipinto disponendosi nella parte destra (Figura 3) tutto si ricompone, il braccio di Maria si accorcia, l’edificio si allunga. Ne conviene che, queste difficoltà non sono di Leonardo, ma della critica dell’interpretazione, che non ha tenuto conto della posizione che sarebbe stato situato il quadro.
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